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Futsal Story: 1987, il primo trionfo del Marino

Nella stagione 1986-87, dopo la fase regionale, quattro squadre arrivano, come da tradizione, alla Poule Scudetto, che si disputa a Palermo.

La cosa sorprendente di questa edizione è che, per la prima volta, non c’è la Roma Barilla. Dopo aver vinto i primi due titoli italiani e aver perso la finale dell’anno precedente, la squadra giallorossa non compare nella Poule Scudetto, ma non è presente nemmeno nei due gironi nazionali che conducono alla fase finale di Palermo.

L’esodo dello scorso anno ha davvero scosso l’ambiente giallorosso? Oppure ha pesato la brutta finale persa contro gli ex? Chissà…

Torniamo al campo e vediamo come si sono sviluppati i due gironi, giocati dal 21 al 25 Luglio del 1987 a Palermo.

Nel Girone A troviamo i campioni in carica dell’Ortana Griphus, il Palermo Calcetto, il Salvati Villanova Pescara e l’Opel Helios Ostia.

Nel Girone B, invece, ci sono Marino, Barbagrigia, Flamengo Siracusa e Bubi Merano Menz Gasser.

Sono parecchie le novità rispetto agli anni precedenti. Il “calcetto” inizia a fare sul serio: aumentano i calciatori e aumentano anche le società. Palermo, Pescara, Barbagrigia Ascoli e Flamenfo Siracusa sono le grandi novità di questa stagione e, per loro, è la prima partecipazione alla fase nazionale a gironi, o meglio chiamata all’epoca Poule Scudetto.

A vincere il Girone A sono i palermitani, che chiudono a pari punti con i campioni in carica dell’Ortana e con il Pescara: 4 punti per tutte e tre le squadre. È quindi la differenza reti a decidere la classifica, con il Palermo al primo posto e l’Ortana al secondo.

Ed è proprio qui che nasce il nostro primo pezzo di storia ricostruita.

Nell’ultima gara del girone, infatti, il Pescara, per conquistare l’accesso alla Semifinale, doveva vincere con almeno sette gol di scarto. Gli abruzzesi giocavano contro il fanalino di coda Opel Helios Ostia, fermo a 0 punti.

Sul risultato di 5-0 per il Pescara, dopo neanche metà del primo tempo, con in campo alcuni dei giocatori più forti d’Italia, come l’immarcabile Patriarca e Martuccitti, calciatori capaci di decidere da soli le sorti di una partita, accade qualcosa di incredibile.

Mentre il risultato stava portando il Pescara verso la qualificazione, ad un certo punto scoppiarono degli scontri in tribuna. Tafferugli importanti, secondo molti provocati da alcuni tifosi del Palermo, che, giocando in Sicilia, vedevano la propria squadra in difficoltà e soprattutto rischiare la qualificazione alla semifinale. La rissa fu così violenta da costringere l’arbitro a sospendere la partita.

La decisione del Giudice Sportivo decretò la vittoria a tavolino per 6-0 in favore del Pescara, un risultato che, come detto, non bastò agli abruzzesi per conquistare l’accesso alla semifinale.

Nel Girone B, invece, il Marino conquista il primo posto con 4 punti. Barbagrigia e Flamengo Siracusa chiudono entrambe a quota 3, ma alla Poule Scudetto accede il Barbagrigia grazie alla differenza reti, considerando che lo scontro diretto tra le due squadre era terminato sul 4-4.

E così, il 24 luglio 1987, a Palermo iniziano le semifinali Gli accoppiamenti sono praticamente fatti. La prima semifinale vede di fronte Palermo Calcetto e Marino. Dopo una vera e propria battaglia, il Marino la spunta per 5-4 e conquista l’accesso alla finale.

La seconda semifinale è tra Ortana Griphus e Barbagrigia. In questa gara, però, non c’è battaglia e non c’è scampo per gli ascolani: un secco 6-1 permette ai campioni in carica di tornare in finale.

Ad aspettarli ci sarà il Marino e, per il quarto anno consecutivo, la finale per lo Scudetto si disputa tra due squadre laziali.

Ma prima c’è la finale per il terzo e quarto posto, che ormai fa da cornice alla finalissima.

Il Palermo Calcetto ci tiene a fare bella figura davanti alla propria gente e affronta il Barbagrigia Ascoli, reduce dall’amara sconfitta in semifinale e desideroso di riscattarsi. Alla fine sono proprio gli ascolani a conquistare il terzo posto, battendo i padroni di casa per 8-7 dopo i calci di rigore.

Ed eccoci alla finale, 25 Luglio 1987.

Il Marino aveva perso la finale contro la Roma Barilla due anni prima. Quella Roma Barilla che, però, ormai era quasi tutta nella squadra di Orte. Una finale che, quindi, sapeva anche di vendetta.

La partita è equilibratissima e si gioca sempre sul filo del punteggio minimo. Ma al triplice fischio finale è il Marino a festeggiare: per la prima volta nella sua storia diventa Campione d’Italia.

Il risultato finale è Marino-Ortana Griphus 2-1.

Siamo anche riusciti a recuperare la formazione campione d’Italia del Marino:

D’Auria, Cotechini, Bianchini, Cavaterra, Mazzotti, Alfonsi, Scagliola, Maniscalco, Vicari e Rufini.

Allenatore: Roberto Papi.

Lo staff era così composto:

Presidente: Mario Zelinotti
Dirigente accompagnatore: Franco Ciocci
Dirigenti: Mauro Gheghi, Bruno Comandini, Walter Zelinotti, Alberto Pellegrini e Aldo Baroncini.

I colori sociali della società erano il bianco e il verde.

Il Marino entra così nella storia del calcio a 5 italiano, conquistando il suo primo Scudetto e aprendo un nuovo capitolo di un movimento che, stagione dopo stagione, iniziava sempre di più a crescere e a diventare quello che oggi conosciamo come il grande futsal italiano.

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