Si dividono le strade tra Dario Troìa e la Meta Catania, il tecnico è sul #futsalmercato
Dopo un percorso caratterizzato da crescita, trofei e giovani lanciati nel grande calcio a 5, si è concluso il ciclo che legava Dario Troìa alla Meta Catania. Una separazione che sposta inevitabilmente gli equilibri del mercato delle panchine, non solo a livello giovanile.
Parlare del lavoro di Troìa sotto l’Etna significa scorrere un elenco lunghissimo di traguardi. Sotto la sua guida, i giovani rossazzurri hanno praticamente dominato in Sicilia prima di prendersi la scena nazionale: titoli provinciali, regionali, interregionali e ben due passaggi alle Final Four Scudetto con l’Under 17.
Il vero capolavoro recente, però, è arrivato sulla panchina dell’Under 19 Nazionale. Un cammino straordinario che si è interrotto sul più bello solo un mese fa, a giugno, in quella finalissima Scudetto contro la Roma persa ai calci di rigore. Un secondo posto che brucia, certo, ma che certifica una volta di più lo spessore di un allenatore capace di portare i suoi ragazzi a un passo dal tetto d’Italia.
Ridurre la figura di Dario Troìa a semplice “allenatore del settore giovanile”, però, sarebbe un errore grossolano. Parliamo di un profilo moderno, un vero e proprio jolly per lo staff tecnico: alle spalle ha già tappe importanti in Serie A2 con la Gear Piazza Armerina – dove ha ricoperto i ruoli di primo allenatore, vice, preparatore dei portieri e match analyst – oltre a un’esperienza nel calcio a 11 con la Primavera del Catania.
Ora che la sua avventura sotto il vulcano è giunta al capolinea, Troìa è pronto a rimettersi in gioco. Con un bagaglio del genere, la sensazione è che il suo telefono non rimarrà silenzioso ancora per molto.

