La Chiave – Storie di Calcio a 5, una parola alla volta
Fortitudo Pomezia
“La Chiave” è la nuova rubrica di FutsalNow sulla Serie A maschile e femminile. È un raccoglitore di storie dal campo, che non parlerà quasi mai di statistiche, risultati e tabellini, ma coglierà il Gioco da una diversa angolatura. Più defilata, più decentrata, ma comunque immersa nelle sue trame. La “chiave” per penetrare la superficie molle del Gioco è la parola, ogni volta diversa. È sempre attraverso una parola che proveremo a raccontarvi un match, un duello, un’azione, un gol, una giocatrice, un giocatore, uno sbaglio, un’illuminazione, una vittoria o una sconfitta. Perché il futsal ci piace raccontarlo con la vivacità e il ritmo serrato del gioco, ma anche sprofondandoci dentro e cogliendone aspetti che, a volte, possono sfuggire alla cronaca sportiva.
La parola per raccontare la prima storica vittoria in Serie A del Giovinazzo è: approdo.
La prima volta non si scorda mai. Resta una giornata rialzata nel novero dei ricordi, come uno spuntone di roccia che si innalza sopra lo sgorgare delle acque. Un giorno sarà una reminiscenza sbilenca di un racconto sportivo qualunque, un cimelio sotterrato da mille altri cimeli. Ma avrà pur sempre un sapore che non somiglierà a nient’altro: il sapore della prima volta.
L’odore familiare del palazzetto che il naso riconosce subito come casa (a qualsiasi latitudine lo si respiri, quell’odore ci appartiene, sempre).
I soliti rituali prepartita, la passeggiata per sgranchirsi le gambe dopo una lunga trasferta, i primi esercizi di visualizzazione del match, il posto da occupare nello spogliatoio.
Il tempo che si ferma, con quella sensazione di paura mista ad adrenalina che ci si arrampica su.
Una partita di Calcio a 5, tra fase di gioco e fase preparatoria, si porta via un pomeriggio. Eppure sembra un tempo infinitamente più lungo. Come se tutto si fermasse lì, su quel parquet che per 40 minuti effettivi ospiterà una semplice partita di Futsal.
La prima del Giovinazzo non si scorda mai. Perché è la prima vittoria in serie A e avrà per sempre qualcosa di magico. Quando si segnano dei traguardi non è mai solo sport, c’è quasi sempre anche dell’altro. C’è persino un po’ di poesia in questo 2-3 maturato nel finale al PalaLavinium davanti al pubblico ospite. C’è una certa drammaturgia nel modo in cui Cutrignelli (proprio Cutrignelli) l’ha appoggiata quasi con rispetto in porta per siglare la rete del momentaneo vantaggio del Giovinazzo. Un gol senza esultanza per il primo traguardo storico della società.
Il Giovinazzo è stato ripreso per due volte, nel match di sabato. Sia dopo la rete di Rezende dal pari di Taborda, sia dopo il gol di Cutrignelli a pochi minuti dalla sirena.
La traversata del Giovinazzo è stata lunga e, per certi versi, anche assurda. La squadra pugliese ha passato gli ultimi sei anni tra A2 e A2 Élite. L’anno scorso ha chiuso la stagione regolare al settimo posto, una casella appena sopra il limite dei Playoff. Nella post-season ha beccato la seconda in classifica e il finale di questa storia sembrava già scritto. Poi invece, ha vinto e passato il primo turno e non si è più fermata. Fino alla promozione in A. Fino all’approdo finale.
Il Defender Giovinazzo ha sudato ogni goccia di quella promozione e si è guadagnato il diritto a stare tra le grandi. All’esordio ha acciuffato un pareggio storico contro la Sandro Abate (poi tramutato in uno 0-6 dalla giustizia sportiva), prima di essere travolta da Roma e Meta. Sabato è invece arrivata la prima vittoria stagionale. La prima della storia del Giovinazzo nella massima serie. Eccolo, l’approdo dopo la lunga traversata.
Dalle stagioni belle delle categorie inferiori a quelle stupende dei massimi palcoscenici nazionali.
Dalla A2 Élite a Pomezia, sulla stessa sabbia sporca dove, più di tremila anni fa, sbarcò Enea dopo il suo lungo viaggio da Troia alle coste del Lazio. Per il medesimo mare, verso lo stesso approdo.
Dalla sponda est del Mediterraneo alla culla della futura Roma, lì dove le utopie più grandi sarebbero diventate realtà. Il Defender Giovinazzo doveva ormeggiare le rive del PalaLavinium per completare il suo viaggio e gettare finalmente l’ancora in questa Serie A. La prima vittoria è arrivata dopo una partita di lotta e di sudore. La Fortitudo è una squadra fastidiosissima quando gioca a casa sua e sabato si è trovata sempre a rincorrere. L’ex Cutrignelli ha tenuto Giovinazzo in vantaggio per buona parte del secondo tempo, ma a 2 minuti esatti dalla fine è arrivato il pari di Raubo.
La Fortitudo ha attaccato col power play. Ha tenuto il Defender schiacciato nella sua area, a reggere l’urto, a difendere l’unico punto che quel pomeriggio sembrava volergli concedere. Poi invece il gioco col quinto dei padroni di casa si è arenato sulla prima linea difensiva dei pugliesi e lì, a cinque secondi dal suono della sirena, Difonzo ha servito a Baroni l’assist del gol a porta vuota. L’assist che ha consegnato la prima partita vinta a Giovinazzo. Cinque secondi dopo sarebbe stato troppo tardi. Cinque secondi dopo, il viaggio del Giovinazzo si sarebbe allungato di qualche settimana, sempre alla ricerca del porto in cui attraccare. Da sabato invece, il Defender ha segnato sulla mappa il suo approdo definitivo. Adesso può iniziare una nuova traversata, questa volta per restare.

