Futsal Story: 1985-1986, nasce il primo esodo nel futsal
Il 1986, nel futsal, accade la prima grande rivoluzione di squadra. Infatti, la Roma Barilla, dopo la vittoria di due scudetti consecutivi, si sfalda e molti giocatori lasciano la squadra campione in carica per motivi legati a promesse economiche, nello specifico ai premi per la vittoria dello scudetto, mai ricevuti. Così, la squadra campione perde in blocco tutti i suoi migliori giocatori. Inizio con questa storia per portarvi alla finale scudetto del 1986, una finale che ha dell’incredibile.
È il 1985 e, per la prima volta, il torneo si gioca a cavallo di due anni solari, come accade anche oggi. Nell’estate del 1985 inizia infatti il terzo Campionato Italiano di Calcetto, sempre organizzato dal Comitato Nazionale Calcetto. Prendono il via con la fase regionale, che dopo una stagione intensa, si approda ancora alla Poule Scudetto fatta due gironi da quattro squadre, che si disputa a Roma dal 22 al 26 Luglio. Il Girone A è composto da Roma Barilla, Padana Impianti Modena, Giovinazzo e Libertas Corbino Augusta. Il Girone B, invece, è composto da Ortana Griphus, Bubi Merano Menz Gasser, Canottieri Aniene e Millefonti Torino.
Nel Girone A, manco a dirlo, domina la Roma Barilla che, nonostante le numerose perdite, resta sempre la squadra da battere. A seguirla nella Poule Scudetto è la Padana Impianti Modena. Nel Girone B, invece, la neonata Ortana Griphus vince il girone dopo aver dominato la fase interregionale, mentre la seconda classificata ad andare a giocarsi la Poule Scudetto è la Bubi Merano Menz Gasser.
Dopo la parentesi di San Marino, si ritorna nella capitale e la prima semifinale è molto avvincente: Roma Barilla e Bubi Merano danno vita a una sfida spettacolare, con i campioni in carica che si impongono per 9-7. Nell’altra semifinale, invece, l’Ortana Griphus supera agevolmente la Padana Impianti Modena per 5-2.
Per la seconda volta si gioca anche la finale per il 3° e 4° posto, che termina con il risultato di 10-7 in favore della Bubi Merano contro il Modena.
Ma per la finale del Foro Italico, in programma il 26 luglio, c’è l’attesissima Roma Barilla-Ortana Griphus. Ed è qui che dovete riprendere le parole dell’inizio dell’articolo, dove vi racconto di come la Roma Barilla abbia perso i suoi migliori giocatori per il famoso premio economico mai ricevuto. E quei giocatori, cosa fanno? Padroneggiano in campo e vincono con la nuovissima Ortana Griphus.
Sì, perché i vari Caneschi, Scacchi, Rotondi, Ronconi e Filippini vestono la maglia dell’Ortana. E quale vendetta migliore poteva esserci se non quella di scucire lo scudetto dalle maglie della Roma Barilla?
Si scende in campo per una partita accesissima e tiratissima. Dalle nostre ricostruzioni, l’Ortana domina per lunghi tratti la gara, ma alla fine tutto si conclude in parità: 2-2 al termine dei tempi regolamentari e 3-3 dopo i tempi supplementari. Si va quindi alla lotteria dei rigori, che consegna lo scudetto e la vendetta all’Ortana con il risultato finale di 8-7.
Nella serie dei rigori l’Ortana è impeccabile, segnando 5 rigori su 5, contro i 4 su 5 della Roma Barilla. Filippini, Scacchi, Colombini, Caneschi e Rotondi segnano tutti. Rotondi, inoltre, para il terzo rigore ad Albanesi, uno dei pochissimi rimasti alla Roma Barilla.
E per la terza volta consecutiva lo scudetto del “calcetto” va a una squadra laziale, ma non romana. Con un altro evento inedito: nella Poule Scudetto partecipano ben due squadre non laziali.
I neo Campioni d’Italia di Orte, l’Ortana Griphus, come dicevamo in apertura, sono nati proprio grazie al malcontento esploso nella Roma Barilla. Vengono nominati presidente e direttore tecnico Franco Astrologo, mentre la rosa di quello storico scudetto era composta da: Rotondi, Scacchi, Strabioli, Cortesi, Colombini, Bernardi, Caneschi, Ronconi, Ferretti e Filippini. Allenatore: Sergio Ceccano.
L’aneddoto di questa puntata è che, nell’uscita di massa dalla Roma Barilla per andare alla nuovissima Ortana Griphus, c’era anche Albanesi. Aveva accettato anche lui di lasciare la Roma per la squadra di Orte, ma durante le trattative Albanesi ricevette un’offerta dalla Roma Barilla per rimanere in giallorosso e alla fine accettò, “tradendo” di fatto i compagni che avevano già sposato l’idea della nuova squadra.
Fin qui tutto normale, anche oggi succedono ancora queste cose. Ma il fato volle che a decidere la partita fosse proprio Albanesi, sbagliando l’ultimo rigore e decretando così l’Ortana Griphus Campione d’Italia.
Una vendetta perfetta, una storia incredibile e uno degli episodi più affascinanti dei primi anni del futsal italiano.

