Aprile 20, 2026

Keep Calm and Be Futsal

Final Eight, ci siamo. Roma, parla Cely Gayardo: “Vietato gestire, si vince solo spingendo al massimo”

Foto: Giovanni D’Avino

Cely Gayardo non si lascia incantare dai numeri, neanche quando raccontano di una Roma capace di cambiare gli equilibri del futsal femminile. L’allenatrice giallorossa non tollera distrazioni o cali di concentrazione e, ora, a un passo dalla Final Eight, mette da parte ogni statistica e chiede alle sue ragazze solo due cose: dare tutto, con cuore e coraggio.

Cely, la classifica di Serie A dice che tra voi e il Cagliari ci sono 30 punti di distacco. Come si convince un gruppo che sta volando a non peccare di presunzione proprio in questo momento della stagione?

“Abbiamo il massimo rispetto per il Cagliari. È la seconda squadra che ci ha segnato più gol in regular season e questo dato, da solo, ci obbliga a stare sul pezzo. Le distanze in classifica, in una competizione come questa, contano poco”.

Hai ammesso che perdere Leti Cortés è stato un colpo durissimo. In questa Coppa dobbiamo aspettarci una Roma più “di gestione” o continuerete a giocare col piede schiacciato sull’acceleratore come avete fatto finora?

“Perdere Leti dopo appena sette partite è stato un colpo duro, inutile negarlo. Però ha anche cambiato qualcosa dentro la squadra: ha dato spazio, responsabilità e crescita a tante altre giocatrici. Non mi interessa una squadra che gestisce. Voglio una squadra che spinge, che gioca al massimo delle proprie possibilità. È così che siamo arrivate fin qui e non vedo un’altra strada per andare oltre”.

Avete blindato il secondo posto con 7 punti di vantaggio su una grande squadra come il Bitonto. Questo status vi dà più consapevolezza nei vostri mezzi oppure vi carica di una pressione che avreste preferito lasciare ad altri?

“Siamo consapevoli del percorso fatto, anche oltre le aspettative, ma sappiamo anche leggere bene le partite: molte vittorie sono state equilibrate, mai dominate davvero. Questo ci tiene con i piedi per terra. Non sentiamo pressione per il secondo posto. L’unica cosa che ci interessa è essere competitive ogni partita. Il resto è una conseguenza”.

Per la tua esperienza, qual è l’errore più grande che una squadra nella vostra attuale condizione di forma non deve assolutamente commettere in una manifestazione del genere?

“In queste competizioni devi avere una mentalità chiara: giocare per vincere fino all’ultimo secondo. Qualsiasi pensiero che non sia vincere l’unica partita che siamo sicuri di giocare, che sono i quarti di finale, è un pensiero sbagliato”.

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