Tre punti al fotofinish per il Montelupone: espugnata Lucrezia per 4-3
Foto: Stefano Carloni
Al contrario delle ultime partite, in cui il Montelupone aveva raccolto meno di quanto meritato tra mole di gioco, occasioni create e anche un pizzico di sfortuna, questa volta i rosa-nero riescono probabilmente a portare a casa qualcosa in più rispetto a quanto mostrato complessivamente in campo.
Il primo tempo vede comunque un Montelupone capace di esprimere buone trame di gioco. La squadra crea diverse occasioni importanti, ma manca la concretezza sotto porta per chiudere la partita con due o tre gol di vantaggio. A complicare i piani arriva il gol subito a 50 secondi dalla fine della prima frazione, una rete che cambia l’inerzia della gara.
Nella ripresa, infatti, il Montelupone rientra in campo poco concentrato e dopo appena cinque secondi incassa un altro gol, con la difesa sorpresa e saltata troppo facilmente. Da quel momento la squadra mantiene il possesso e il pallino del gioco resta quasi sempre in mano agli ospiti, ma l’efficacia offensiva è minima: tanto possesso palla, pochi rischi concessi agli avversari, ma anche poche occasioni realmente pericolose create.
Nel finale succede però di tutto. A tre minuti dalla fine il Montelupone inserisce il portiere di movimento e riesce a trovare il pareggio sul 2-2. La gioia dura pochissimo: appena rimessa la palla al centro arriva immediatamente un’altra rete del Lucrezia, un episodio difficile da spiegare per come si è sviluppato.
Quando la partita sembra ormai chiusa, arriva lo scatto d’orgoglio. Tra determinazione, un pizzico di bravura e anche un po’ di fortuna, il Montelupone si lancia in un assalto finale piuttosto caotico ma efficace: il 3-3 arriva a 40 secondi dalla sirena, mentre il clamoroso 4-3 viene segnato a soli sei secondi dalla fine.
Una rimonta incredibile che regala tre punti pesantissimi. Non è la prima volta che i rosa-neri riescono in imprese simili — era già successo, ad esempio, contro Mondolfo e Campiglione — anche se in quelle occasioni il risultato era arrivato dopo una prestazione più ricca di gioco e occasioni. Questa volta, invece, contano soprattutto il carattere e la capacità di crederci fino all’ultimo secondo.

