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Futsal Story: 1985, la Roma Barilla concede il bis: il secondo Scudetto resta nella Capitale

Dopo aver scritto la prima pagina della storia del calcio a 5 italiano nella stagione precedente, la Roma Barilla si presenta ai nastri di partenza del campionato 1984-1985 con un solo obiettivo: confermarsi campione d’Italia. E i giallorossi non tradiscono le aspettative, conquistando il secondo Scudetto consecutivo al termine della Poule Scudetto, disputata dal 16 al 20 luglio 1985 presso il complesso sportivo di Serravalle, nella Repubblica di San Marino.

Articolo del 1985 del giornale Unità

Anche la seconda edizione del campionato mantiene la formula interregionale. Le otto squadre qualificate vengono suddivise in due gironi tramite sorteggio. Le gare si disputano in un’unica partita e soltanto le prime due classificate di ciascun raggruppamento conquistano l’accesso alle semifinali. Da regolamento, in caso di parità nelle semifinali si sarebbe andati direttamente ai calci di rigore, mentre per la finale erano previsti due tempi supplementari da dieci minuti ciascuno prima dell’eventuale lotteria dal dischetto.

Nel girone A i campioni in carica della Roma Barilla trovano sulla loro strada Ciesse Ciampino, Brindisi Dischi Potenza e Padana Impianti Modena. I giallorossi dominano il raggruppamento, chiudendo con tre vittorie in altrettante gare e confermandosi la squadra da battere. Più equilibrata la corsa al secondo posto: Ciesse Ciampino, Brindisi Dischi Potenza e Padana Impianti Modena terminano tutte a quota due punti, ma è il Ciesse Ciampino a conquistare la qualificazione grazie alla migliore differenza reti.

Nel girone B, invece, la protagonista è la Tre G/78 Marino, che supera Helios Ostia, Cosir Palermo e AS Milano, chiudendo il girone a punteggio pieno con sei punti. Alle sue spalle si qualifica l’Helios Ostia.

Le semifinali regalano subito emozioni. La sfida tra Roma Barilla e Helios Ostia è decisa da un episodio destinato a rimanere nella storia. Zenari realizza il gol dell’1-0 su tiro libero, ma soltanto al secondo tentativo: il primo era stato neutralizzato dal portiere, tuttavia l’arbitro ne ordina la ripetizione perché l’estremo difensore aveva oltrepassato il limite dei cinque metri consentiti. Sulla ripetizione il giocatore giallorosso non sbaglia e porta la Roma Barilla in finale.

Nell’altra semifinale continua la favola della Tre G/78 Marino, che supera il Ciesse Ciampino con il punteggio di 3-1, conquistando la prima finale Scudetto della propria storia.

L’edizione del 1985 introduce anche una novità assoluta: per la prima volta viene disputata la finale per il terzo e quarto posto. A contendersi il gradino più basso del podio sono Helios Ostia e Ciesse Ciampino. Dopo una sfida combattutissima, il verdetto arriva soltanto ai calci di rigore, dove l’Helios Ostia si impone con l’incredibile punteggio di 11-10.

La finalissima mette di fronte la corazzata Roma Barilla e la sorpresa del torneo, la Tre G/78 Marino allenata da Giovanni Bartolozzi. Sugli spalti di Serravalle l’atmosfera è quella delle grandi occasioni: da Marino partono centinaia di tifosi che raggiungono San Marino per sostenere la propria squadra, trasformando la finale in un vero spettacolo di sport e passione.

Sul parquet, però, l’esperienza della Roma Barilla fa la differenza. I giallorossi si impongono 4-1 – risultato confermato dalle fonti ufficiali, sebbene in alcune pubblicazioni venga erroneamente riportato il 3-1 – conquistando così il secondo Scudetto consecutivo.

Per quanto riguarda le formazioni, la Roma Barilla, allenata da Mister Forte, poteva contare su Di Bartolomei, Ferretti, Giontella, Bianchi, Albanesi, Gambardella, Ronconi, Filippini, Giuliano, Zenari e Rotondi. La rosa della Tre G/78 Marino, invece, non è ancora stata ricostruita completamente e rappresenta uno degli aspetti storici ancora da approfondire.

Il secondo titolo consecutivo certifica la nascita della prima grande dinastia del futsal italiano. C’è però un’altra curiosità che racconta perfettamente quegli anni pionieristici: per il secondo anno consecutivo c’è un finale dove le formazioni appartengono al Lazio. Un dominio che testimonia come, nei primi passi del calcio a 5 nazionale, il cuore pulsante di questo sport battesse proprio nella Capitale e nella sua regione.

A oltre quarant’anni di distanza, questa edizione del campionato rappresenta ancora uno dei capitoli più affascinanti della storia del futsal italiano. Molti documenti dell’epoca sono andati perduti o non sono mai stati digitalizzati, motivo per cui la ricostruzione di quelle stagioni continua ancora oggi grazie alla ricerca di fotografie, ritagli di giornale e testimonianze dirette dei protagonisti.

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