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Mister Nicola Paglianti saluta il Bissuola: “È stato un percorso importante, una storia meravigliosa”

Foto: Profilo Facebook Nicola Paglianti

Nicola Paglianti saluta il Futsal Bissuola. Il tecnico, grande protagonista della cavalcata dei veneti culminata con la promozione in Serie A2, ha affidato al suoi profili social il messaggio di congedo dal club gialloblù.

È tempo di bilanci e di riflessioni profonde. È arrivato il tempo dei saluti. Oggi non saluto soltanto una stagione, un percorso o un gruppo di persone. Saluto una causa e dei colori che ho difeso e rappresentato con forza. Saluto un pezzo della mia vita.

Ci sono momenti in cui tutto ciò che abbiamo creduto e costruito ci chiede un bilancio. Non un bilancio fatto di numeri, di vittorie o sconfitte, ma di significato. Di ciò in cui abbiamo creduto davvero. Delle persone con cui abbiamo condiviso il cammino. Delle cose che abbiamo scelto di costruire anche quando sarebbe stato più semplice voltarsi e andare via.

Ed invece, abbiamo scelto di restare. Di lottare per qualcosa in cui credevamo profondamente: costruire un futuro migliore di quello che avevamo trovato.

Abbiamo attraversato mari inquieti e affrontato momenti difficili, ma la nave, grazie agli ideali dei suoi marinai più coraggiosi e sognatori, è sempre riuscita ad arrivare in porto.

Gli ideali sono questo: qualcosa che ci precede e ci spinge ad andare oltre. Non sono slogan, e ancor meno parole da usare quando conviene. Sono una direzione. Sono ciò che ci impedisce di piegarci completamente al cinismo, alla mediocrità, alla paura e alla convenienza.

Avere ideali significa accettare anche il rischio della delusione. Significa continuare a credere nella dignità, nella giustizia e nell’onestà, anche quando il mondo sembra andare altrove. Perché un ideale non vale quando è facile sostenerlo. Vale quando costa. Quando ti espone.

Poi nella scala dei valori c’è la lealtà. Una parola semplice solo in apparenza, ma rarissima nella sua applicazione.

La lealtà non è obbedienza cieca (quella appartiene ai cani verso i loro padroni). Non è restare per abitudine, per convenienza o per paura. La lealtà vera è scegliere ogni giorno da che parte stare. È mantenere una promessa anche quando romperla sarebbe più facile.

Questa la si misura soprattutto nei momenti difficili: quando arrivano i silenzi, le distanze, le incomprensioni. È lì che si capisce chi resta davvero e chi invece c’era soltanto finché tutto era semplice.

Ma ideali e lealtà, da soli, non bastano. Devono trasformarsi in costruzione.

E costruire è fatica.

Costruire un progetto, delle relazioni, un’identità, un senso comune. Costruire significa avere pazienza. Mettere un mattone sopra l’altro senza la certezza di vedere subito il risultato.

Distruggere richiede un attimo. Costruire richiede tempo, sacrificio, errori. Richiede molto più coraggio. Ed è forse proprio questo a dare valore a ciò che abbiamo vissuto.

Ci sono stati giorni difficili e giorni più leggeri. Parole dette bene e parole dette male. Ma sempre autentiche, sempre mosse da un unico obiettivo: costruire il nostro domani.

Ora è arrivato il momento dei saluti. E gli addii non sono mai semplici, anche quando sono necessari. Anche quando sono giusti.

Un addio non cancella ciò che è stato. Non rende inutile ciò che abbiamo costruito. A volte è semplicemente il modo più onesto per riconoscere che qualcosa ci ha cambiati profondamente.

Esistono addii pieni di rabbia e altri pieni di silenzio. Questo, invece, è un saluto fatto di emozione, orgoglio e dignità. L’orgoglio di poter dire che qualcosa di importante è stato compiuto.

Forse crescere significa proprio questo: portare con sé gli ideali senza trasformarli in rigidità, la lealtà senza trasformarla in prigionia, e l’addio senza trasformarlo in odio.

Perché ogni fine lascia dentro un piccolo vuoto. Ma è proprio quel vuoto a creare lo spazio necessario perché qualcosa di nuovo possa nascere.

Restano le parole dette con coraggio. Restano i gesti compiuti con dignità. Restano le persone leali che hanno camminato assieme a noi.

E resta la consapevolezza che, anche quando qualcosa finisce, non tutto va perduto.

Nessuno potrà cancellare ciò che è stato. Abbiamo lottato per costruire un domani e un futuro migliore. Si poteva fare meglio, certamente. Ma abbiamo dato tutto.

È stato un percorso importante, una storia meravigliosa. Se ripenso a ciò che ho trovato quando sono arrivato e a ciò che oggi lascio, non posso che andare via in pace, orgoglioso del cammino fatto.

Non so se e quanto il mio nome resterà legato alla storia del Futsal Bissuola. Ma so con certezza che una parte del Bissuola resterà per sempre legata al mio cuore e alla mia storia.

Spero che il mio passaggio lasci qualcosa di semplice, sincero e autentico.

Grazie a tutti.

E buon cammino, ovunque vi porterà il futuro.

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