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Cagliari ancora ai play-off, Giorgi: “Risultato importante, ma il progetto guarda oltre”

Foto: Cagliari Calcio a 5 Femminile

Il Cagliari Femminile centra per il secondo anno consecutivo la qualificazione ai play-off, confermandosi tra le realtà più solide del panorama nazionale. Un risultato che premia la continuità del lavoro e la crescita di un progetto strutturato, dentro e fuori dal parquet. Il tecnico Moreno Giorgi analizza stagione, prospettive e sviluppo del vivaio con una visione chiara: sostenibilità, identità e crescita graduale.

Mister, il Cagliari Femminile ha conquistato la qualificazione ai play-off: che valore ha questo traguardo per il percorso della squadra e quanto è stato complesso raggiungerlo?

“Sicuramente è un traguardo importante, perché confermarsi non è mai scontato. Arrivarci per il secondo anno consecutivo dà valore al lavoro che stiamo facendo e, soprattutto, ci garantisce quella continuità necessaria per un progetto a lungo termine come il nostro. Allo stesso tempo, se devo essere sincero, c’è anche un po’ di rammarico per come è finita l’ultima partita, pareggiata in casa contro il Verona. Volevamo vincere per raggiungere il settimo posto e non siamo riusciti a superare il muro messo su dagli ospiti, anche per un pizzico di sfortuna. Questo però è un segnale positivo, perché vuol dire che il gruppo ha alzato l’asticella e non si accontenta. Il percorso è stato complicato, come è giusto che sia in questo campionato, ma anche lineare, perché siamo rimasti tra le prime otto dall’inizio alla fine. Ed è proprio questo a dare ancora più valore al risultato”.

Guardando al futuro, quale sarà la direzione del progetto nelle prossime stagioni? L’obiettivo è consolidarsi stabilmente tra le big della Serie A o si può già pensare a un ulteriore salto di qualità?

“La direzione è abbastanza chiara: continuare a crescere, ma farlo con coerenza e senza fare il passo più lungo della gamba. Non credo molto ai salti forzati, credo nel costruire qualcosa che duri nel tempo, quindi è chiaro che il tempo è essenziale. L’obiettivo è consolidarci, ma con un’identità precisa. Se poi questo ci porterà a fare un ulteriore passo in avanti, sarà una conseguenza del lavoro quotidiano, ma non deve essere qualcosa da inseguire a tutti i costi. Oggi il campionato è diviso in due fasce piuttosto nette e, per avvicinarsi alle big, servono investimenti importanti. In questi anni però abbiamo visto diverse società approcciarsi alla Serie A con grandi spese per poi ridimensionarsi o, in alcuni casi, sparire. Il Cagliari è fatto di persone per le quali la parola e il rispetto dei contratti sono valori fondamentali. Proprio per questo puntiamo a restare agganciati alle big cercando di colmare il gap economico con la qualità del lavoro quotidiano, cercando di migliorare tutti, a partire da me e passando per dirigenti, collaboratori ed atlete, sfruttando un valore che purtroppo viene troppo poco considerato: quello della competenza, ognuno nel proprio settore. Un ambiente serio e sano si riflette poi inevitabilmente sulle giocatrici. Loro sono le protagoniste insindacabili di questo sport e per questo vengono messe sempre al centro di ogni nostra idea. E quando le condizioni sono quelle giuste, chi scende in campo riesce quasi sempre a esprimere il massimo del proprio potenziale”.

Sta emergendo con forza anche il settore giovanile: l’Under sta ottenendo ottimi risultati. Quanto è importante questo vivaio nel progetto tecnico e quanto incide sul lavoro della prima squadra?

“È una parte fondamentale del progetto. I risultati dell’Under fanno piacere, ma ancora di più fa piacere vedere il percorso di crescita delle ragazze. Per noi non deve essere solo un serbatoio dal quale attingere in emergenza o per ‘riempire’ la distinta, ma un ambiente in cui si costruiscono giocatrici pronte, nel tempo, per la prima squadra. Questo incide molto anche sul nostro lavoro, perché ci obbliga ad avere una linea comune e un’idea chiara di ciò che vogliamo essere. Operiamo in una realtà meravigliosa come quella sarda, ma che è svantaggiata molto da un punto di vista prettamente numerico e questo, inevitabilmente, si riflette anche sotto l’aspetto tecnico e tattico. Nonostante ciò, la società ha sempre creduto nel progetto, costruendo una scuola calcio interamente dedicata al femminile, che oggi conta quasi cinquanta bambine, dall’Under 11 all’Under 19. Le difficoltà non mancano: basti pensare che tutte le squadre sono iscritte a campionati maschili perché in Sardegna non esistono tornei esclusivamente femminili di calcio a 5 per queste categorie. Questo da solo fa capire quanto sia lunga la strada, ma anche quanto sia importante continuare a investire in questa direzione”.

Che giudizio dà sul livello generale del campionato e sulle squadre rivali che avete affrontato finora?

“Il livello è alto ed estremamente competitivo. Le squadre di vertice hanno ovviamente uno standing diverso e riuscire a strappare punti contro di loro è molto difficile. Allo stesso tempo, ogni partita presenta difficoltà diverse e questo ti costringe a crescere continuamente. È un campionato che non ti permette mai di abbassare l’attenzione ed è proprio questo a renderlo così formativo. Basti pensare che realtà importanti come Lazio o Kick Off sono rimaste fuori rispettivamente dalla Final Eight di Coppa Italia e dai play-off scudetto per ‘far posto’ a noi. Questo dà ancora più valore al percorso che abbiamo dovuto compiere per riuscire a confermarci su questi livelli”.

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